Il “borgo dei presepi”, nel centro storico una tradizione che deve essere conservata (Erika Giordano).

È terminata il giorno dell’Epifania la rassegna del “Borgo dei presepi” che ha caratterizzato la città di Mesagne nei giorni festivi di questo periodo natalizio.

La magia del Natale è ritornata nel meraviglioso -se non unico- centro storico della provincia di Brindisi fatto da vicoli e slarghi, animata da una trentina di presepi realizzati da gruppi di volontari, associazioni e singoli cittadini.

Interessante il presepe di Giuseppe Radaelli che ha riprodotto in proporzionata scala la locale più antica e bella Piazza Orsini del Balzo con il Castello, allestito nei locali di Piazza Sant’Anna dei Greci, e quelli soprattutto presenti nell’ex frantoio ipogeo di Settimio Maggio, dell’Associazione Eterogenea di Rita Fasano e Vito De Guido, e le miniature di Gabriele Sconosciuto.

Indubbiamente, tra i manufatti che più richiamano alla tradizionale arte del presepe, c’è quello che proviene da Napoli -della ditta Gambardella presente con la sua bottega nella famosa via San Gregorio armeno- che pochi anni fa fu richiesto dalla Associazione Janova guidata da Tony Summa; la collocazione nella chiesa di San Leonardo cornice naturale veramente encomiabile, è stata una scelta appropriata.

In via Geofilo altri presepi hanno creato atmosfera natalizia per la loro bellezza: quello a grandezza naturale fatto nella chiesa di San Salvatore, quello di Franco Corallo di Grottaglie che ha mostrato esperienza, gusto e competenza nel suo piccolo presepe realizzato sul supporto anteriore della sua bicicletta, e quelli presentati da esperti del settore, primi fra tutti Damiano Magrì e Cillo Piro.

Non meno interessante e caratteristico all’interno della intera Rassegna, il Presepe Vivente curato nell’Antico Forno da “Villa Bianca” che ha visto il coinvolgimento degli operatori del Centro e dei suoi ospiti.

Oltre questi ce n’erano molti altri piccoli capolavori, con statuine fatte a mano all’uncinetto (Piazza Matteotti) e nella tradizionale terracotta in via Azzollino, del brindisino Moccia.

È stata la prima esperienza per ritornare ad una manifestazione apprezzata e condivisa dai mesagnesi che segue quelle che per molti anni era chiamata “Natale nel cuore”. Non tutte le risorse locali sono state messe in campo ed il cambio di nome da ‘Natale nel cuore’ a ‘Borgo dei presepi’ velatamente mostra che alcune cose devono ancora essere superate. Nel futuro si potrebbe realizzare qualcosa di diverso che faccia superare le difficoltà di quest’anno come, ad esempio, quello di progettare un percorso meno dispersivo tra i vari presepi, una maggiore informazione cartacea del percorso e soprattutto un diverso approccio con i visitatori attraverso i prodotti “indigeni” di Mesagne che potrebbero essere venduti nel centro storico. Un particolare che mancava e che è stato notato è stata la mancanza delle tradizionali “pettole”, vendute con i gazebo in Piazza IV Novembre, Piazzetta Sant’Anna, Piazzetta Giovio. Con il tempo tutto si potrà migliorare. Intanto Mesagne si è dimostrata ancora una città che ha una profonda tradizione del presepe. I rumors di questi ultimi giorni navigano verso la costituzione di un coordinamento che possa mettere in contatto i vari appassionati che vogliono predisporre presepi ed articoli vari natalizi per attivare non solo una passione ma anche qualcosa che possa spingere verso un vero e proprio commercio del settore; una cosa, spesse volte sottovalutata ma che, in molte circostanze, risulta essere profondamente redditizia. Mesagne, con i turisti che circolano, sarebbe la sede adatta per una tale attività.

Per organizzare il prossimo Natale si parte dalla settimana dopo l’Epifania: forse quest’anno le premesse potranno essere realizzate.

Erika Giordano

07.01.2017

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